Progetto FRUTTA NELLE SCUOLE: considerazioni di un papà attento

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Da anni mia figlia, che frequenta la 4a elementare in Via Rovetta, a Grosseto, rientra periodicamente da scuola con un frutto o una vaschetta di plastica, contenente frutta, al di fuori dei giorni di mensa scolastica. Sono rimasto colpito, sin dall’inizio, che questa distribuzione rientri in un progetto promosso da MiPAF e UE (!!), dal titolo “Frutta nelle Scuole”, il cui programma è sotto riportato e pubblicato nel sito http://www.fruttanellescuole.gov.it/.

Come genitore, cittadino e laureato in Scienze Agrarie, sono rimasto colpito da alcune incongruenze e contraddizioni palesi del progetto, prima ancora di avvicinarmi al programma specifico: infatti, ho notato che alla bambina veniva consegnata frutta fuori stagione, evidentemente conservata o proveniente dall’estero, di scarsa qualità, o addirittura a pezzi, in vaschette di plastica, provenienti da Cesena, aggiunta di conservanti.

Mi informo, leggo il programma e trovo quanto segue:

 

Obiettivi e strumenti

Il programma europeo “Frutta nelle scuole”, introdotto dal regolamento (CE) n.1234 del Consiglio del 22 ottobre 2007 e dal regolamento (CE) n. 288 della Commissione del 7 aprile 2009 è finalizzato ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e ad attuare iniziative che supportino più corrette abitudini alimentari e una nutrizione maggiormente equilibrata, nella fase in cui si formano le loro abitudini alimentari.

Gli obiettivi del programma:

  • incentivare il consumo di frutta e verdura tra i bambini compresi tra i sei e gli undici anni di età;
  • realizzare un più stretto rapporto tra il “produttore-fornitore” e il consumatore, indirizzando i criteri di scelta e le singole azioni affinché si affermi una conoscenza e una consapevolezza nuova tra “chi produce” e “chi consuma”;
  • offrire ai bambini più occasioni ripetute nel tempo per conoscere e “verificare concretamente” prodotti naturali diversi in varietà e tipologia, quali opzioni di scelta alternativa, per potersi orientare fra le continue pressioni della pubblicità e sviluppare una capacità di scelta consapevole; le informazioni “ai bambini” saranno finalizzate e rese con metodologie pertinenti e relative al loro sistema di apprendimento (es: laboratori sensoriali).

Gli strumenti:

  • distribuzione di prodotti ortofrutticoli; (FINANZIATI INTERAMENTE CON AIUTO COMUNITARIO E NAZIONALE)
  • campagna di informazione sulle caratteristiche dei prodotti ortofrutticoli, in termini di qualità, aspetti nutrizionali e sanitari, stagionalità, territorialità e rispetto dell’ambiente, rivolto sia ai docenti che ai genitori, al fine di prolungare l’effetto di induzione del consumo; (FINANZIATA PARZIALMENTE CON AIUTO COMUNITARIO E NAZIONALE)
  • utilizzo di idonee attrezzature, nei limiti indicati dal regolamento comunitario, in grado di supportare la distribuzione, l’utilizzo e la degustazione dei prodotti distribuiti; (FINANZIATI PARZIALMENTE CON AIUTO COMUNITARIO E NAZIONALE)
  • avviare e consolidare la realizzazione di una Rete - costituita da Mipaaf, Regioni, Provincie Autonome e Istituti scolastici disponibili a partecipare in modo continuativo al Programma-, nell’ambito della quale coordinare le azioni coerenti a raggiungere gli obiettivi definiti e recependo misure accompagnatore definite;
  • elaborazione di misure di accompagnamento complementari.

Destinatari del programma sono i bambini in età scolare dai sei agli undici anni o, come usa nel sistema scolastico nazionale, i bambini che frequentano la scuola primaria/elementare. Circa 870.000 bambini di tutte le Regioni per un totale di circa 5.000 scuole interessate.
Per l’anno scolastico 2009-2010, i prodotti ammissibili a fruire del programma di distribuzione, selezionati in base alla loro semplicità d’uso e fruibilità, sono i seguenti prodotti distribuiti freschi tal quali, monofrutto, tagliati a fette o in preparati “pronti all’uso”:

  • Arance
  • Fragole
  • Kiwi
  • Mele
  • Pere
  • Carota
  • Finocchio
  • Pomodorino

Nella scelta dei prodotti frutticoli si privilegeranno prodotti di qualità certificati (D.O.P., I.G.P., Biologici) e/o prodotti ottenuti con metodi di produzione integrata certificata e dovranno comprovare la loro origine di prodotto comunitario al 100%. Nella scelta del prodotto si terrà conto del carattere di stagionalità.

La distribuzione del prodotto non dovrà avvenire in associazione all’erogazione dei pasti scolastici, costituendo essa stessa anche un momento di “formazione e informazione” autonomo.
La distribuzione deve essere assistita dal soggetto aggiudicatario del bando di gara, che è responsabile di tutti gli adempimenti previsti nel bando di gara.
Il programma di distribuzione prevede, inoltre, che ogni bambino consumi prodotti ortofrutticoli almeno 20 volte durante il Programma, consumi almeno quattro specie di frutto-ortaggio differenti e sia destinatario di specifica attività informativa o educativa.
Le misure di accompagnamento sono finalizzate ad elevare l’efficacia delle specifiche azioni previste dal Programma comunitario mediante una serie di correlate azioni di informazione e di sensibilizzazione. Per l’anno scolastico 2009-2010, saranno attuate le seguenti misure di accompagnamento:

  • Visita a fattorie didattiche;
  • Creazione di orti scolastici, attività di giardinaggio e/o allestimento di laboratori sensoriali;
  • Distribuzione di materiale informativo agli insegnanti;
  • Moduli formativi per insegnanti e docenti;
  • Incentivi e ricompense di natura ludica per sostenere l’approccio al consumo della frutta e delle verdure;
  • Giornate a tema o attività didattiche accompagnate da attività pratiche e dimostrative;
  • Sistema di promozione interattivo multilingua per la promozione del territorio e dei suoi prodotti tipici.

L’informazione e la comunicazione del Programma «Frutta nelle scuole» sono realizzate, a cura del MiPAAF, mediante la combinazione di più strumenti:

  • un manifesto realizzato e diffuso in conformità ai requisiti minimi stabiliti nell’allegato III del Regolamento (CE) n. 288/2009 e alle indicazioni dell’art. 14 del medesimo regolamento.
  • uno specifico logo che contrassegna e distingue l’iniziativa sul territorio;
  • Sito WEB istituzionale;
  • iniziative diverse di tipo mediatico : (lettera ai genitori, pubblicità su alcuni siti Internet di rilevanza nazionale e su alcune testate giornalistiche, pubblicità televisiva e radiofonica…..);
  • materiale informativo specifico e adatto per i bambini che sono i destinatari elettivi.

 

Ben mi guardo dal covare una sfiducia pregiudizievole nei confronti delle istituzioni, ma in riferimento a quanto ho evidenziato nel programma, mi chiedo:

1. Come si possa spendere soldi pubblici per “aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e ad attuare iniziative che supportino più corrette abitudini alimentari ed una nutrizione maggiormente equilibrata, nella fase in cui si formano le loro abitudini alimentari”, consegnando loro frutta di scarsa qualità, immatura o, addirittura, in vaschette;

2. Come si intenda “realizzare un più stretto rapporto tra il “produttore-fornitore” e il consumatore, indirizzando i criteri di scelta e le singole azioni, affinché si affermi una conoscenza e una consapevolezza nuova tra “chi produce” e “chi consuma” attraverso un programma di così scarsa qualità che avvilisce il consumatore cosciente e lo orienta verso scelte diverse e personali;

3. Come si intenda “offrire ai bambini più occasioni ripetute nel tempo … per potersi orientare fra le continue pressioni della pubblicità e sviluppare una capacità di scelta consapevole”, a fronte della cattiva attuazione del programma, per i motivi ricordati. Non sarebbe meglio che le istituzioni contrastassero direttamente le “continue pressioni della pubblicità” a favore dei cittadini? E lo “sviluppo di una scelta consapevole” sarebbe quello di comprare una mela spezzata in vaschetta, aggiunta di additivi e proveniente da 270 km di distanza, anziché acquistare la classica mela ( scelta matura dal genitore!) dal fruttivendolo?

4. Come sia possibile avviare una “campagna di informazione sulle caratteristiche dei prodotti ortofrutticoli, in termini di qualità, aspetti nutrizionali e sanitari, stagionalità, territorialità e rispetto dell’ambiente, rivolto sia ai docenti che ai genitori, al fine di prolungare l’effetto di induzione del consumo” quando, all’atto pratico, si diffondono esempi del tutto contrari agli obiettivi del programma stesso, che disorientano bambini e genitori ( mi riferisco soprattutto alla stagionalità, territorialità e rispetto dell’ambiente, per nulla rispettate).

Pertanto non si tratta di pregiudizio, ma ho constatato che questo programma consiste nello spendere soldi NOSTRI per diseducare il bambino, indurlo ad una alimentazione non sana, ad un consumismo stolto, a non porre alcuna attenzione a stagionalità, provenienza, ambiente … insomma tutto il contrario degli obiettivi che si porrebbe.

Pertanto propongo:

1) Ai genitori che hanno notato, come me, le contraddizioni nell’attuazione del programma, di segnalarlo, affinché si possa costituire una sufficiente massa critica;

2) Ai deputati del M5S, di far luce sulle origini, i responsabili e la relativa conduzione del seguente programma, coi relativi costi, presso MiPAF e UE, affinché si possa indirizzare correttamente verso gli obiettivi posti o, in caso contrario, cancellare del tutto.

 

Fabio Tinti
un cittadino attivo tra tanti in

MoVimento 5 Stelle Grosseto

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12 commenti

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  8. Sono la mamma di una bimba di 8 anni che va in terza elementare a Capannori - massa Macinaia… Voi la frutta o la quarta gamma l’avete vista, noi no! La scuola ha vinto il concorso e la frutta la portiamo da casa il che detto fra noi … e visto lo schifo che ci aspetta meglio così. Ma sono davvero arrabbiata per l’ennesimo atto disonesto perpetrato a scapito della salute dei nostri figli…. Non bastano le mense da cani Cirfood che oramai hanno invaso le scuole costringendo ad esternalizzare le cucine e rinunciare definitivamente ad un prodotto di qualità. Se qualcuno si sta muovendo in Toscana io ci sono vorrei dare il mio contributo e fare rete con chi qui nel nostro territorio si sta già impegnando.

  9. Marco Scocchi on

    Ho fatto le stesse considerazioni e trovare pezzi di mela dopo alcuni giorni perfetti è inquietante.
    E’ comunque una iniziativa lodevole che, se possibile, andrebbe potenziata e migliorata, non c’è niente da inventare, basta introdurre concetti quali km0 e orti scolastici (li fa Slowfood). Il problema è che costano tempo, cosa che genitori ed insegnanti difficilmente hanno.

  10. Alma Giusy Rosa on

    Sapeste quante volte ho riscontrato nella scuola le peggior cose nascoste dietro a progetti sulla carta positivi? Ho accumulato mucchi di carte scritte alle varie direzioni didattiche, sono arrivata al Provveditorato, all’ufficio igiene, alla commissione mensa, ma un genitore può solo tutelare il proprio minore, da solo. Quella della frutta quando l’ho vista ho saputo collocarla subito nella casella giusta, uno spreco di denaro coi soldi comunitari. Al tempo non usavo la rete, oggi sarebbe diverso. No, oggi è diverso. Io però sono fuori, il ragazzo è all’università, altri problemi, ma è maggiorenne, non ha bisogno di tutele. Continuate!

  11. guido del gizzo on

    Caro Fabio,
    il prodotto che hai giustamente notato come poco coerente con un’alimentazione sana per i nostri figli - anch’io ne ho una in 5a elementare - viene prodotto da una delle colonne dell’ex Emilia Rossa, l’Apofruit di Cesena.
    Anni fa ne conobbi il presidente, Moretti mi pare, una bravissima persona.
    Il prodotto fa schifo.
    La cosiddetta “quarta gamma”, come sai, è l’ultima trovata per vendere un prodotto fresco ad un prezzo di 3-4 volte superiore a quello del prodotto non “lavorato”.
    Il pretesto è quello di semplificare il lavoro alle casalinghe/casalinghi che non hanno più tempo da perdere: in parte è vero.
    Ma il prodotto è quasi sempre scadente, non maturo, privo di aroma e sapore, costosissimo e discretamente inquinante in fase di confezionamento.
    Ti propongo di partecipare al gruppo di lavoro Agricoltura e sviluppo rurale che stiamo cercando di organizzare a livello regionale e locale.
    Fatti vivo, anche stasera (12 marzo) al Laboratorio del Fare.
    Saluti
    Guido Del Gizzo

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