Spiegare la caccia risulta cosa assai difficile

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Pubblichiamo l’articolo scritto da Giacomo Spinelli, che segue quello di Michele Scola “Caccia & Politica: un connubio che deve finire!” (che potete leggere cliccando qui). Il MoVimento 5 Stelle è un movimento che difende la biosfera nella sua interezza. Il tema della caccia è alquanto spinoso e necessita di un vero dibattito. Il sito www.grosseto5stelle.it è un sito libero e aperto a chiunque ma soprattutto è un sito che vuole creare dibattiti ed approfondimenti sulle varie tematiche proposte direttamente dai cittadini per accrescere le conoscenze e scoprire diversi punti di vista. Ricordiamo a tutti i cittadini che è possibile inviare ad info@grosseto5stelle.it comunicati, articoli, spunti, riflessioni, segnalazioni e che queste informazioni saranno pubblicate e diffuse tramite il sito e gli altri strumenti di comunicazione appartenenti a VOI cittadini (ndr).

Spiegare la caccia risulta cosa assai difficile, soprattutto se lo si vuol fare in poche pagine, non basterebbe un libro, perché attività millenaria strettamente legata alla vita dell’uomo e che ancora oggi, pervade l’animo di molti e viene odiata e non compresa da troppi. Com’essa anche la pesca, la raccolta di funghi, frutti e radici, l’allevamento, la silvicoltura e l’agricoltura fanno parte della nostra natura, del nostro modo di procurarci cibo, soddisfazione ed emozione. Sono questi i punti fondamentali, è vero che oggi non dobbiamo più cacciare e pescare per sopravvivere. Caccia e pesca rappresentano la più antica delle nostre pulsioni, esiste nel DNA di chi ancora, nel suo intimo e romantico pensiero, non si abbandona totalmente all’idea dei lussi e comodità della vita moderna (la carne già macellata e pulita, il pesce nel banco frigo, le verdure pronte per essere cotte, i funghi già inscatolati, il polpo marinato in scatola) ma ritrova in tali attività tutto ciò che di primitivo e sano abbiamo dimenticato.

Troppo spesso ci lasciamo andare ad offese verso chi va a caccia perché, come ultimo atto della sua attività spara ed uccide un animale; chi va a caccia non lo fa perché vuole uccidere, il cacciatore uccide perché prima ha cacciato, ed è tutta un’altra cosa. Il desiderio di cacciare, l’impulso di acquisire un “bottino”, lo stimolo di raccogliere, di usare, di mangiare, o semplicemente di ostentare un oggetto della natura come soprammobile, sono tutti istinti dell’uomo da sempre. Tuttavia questo schema si palesa oggi con altre forme di “bottino”: successo, soldi, posizione sociale, risultati sportivi, competizioni di vario genere…tutti gli istinti passionali legati alla caccia, il cercare, braccare, l’eccitazione, la tensione, dominano non solo l’animo del cacciatore ma di ogni uomo, non appena si abbandona all’idea di poter avere o conquistare qualcosa.

Vivo in un posto dove ancora oggi rimangono tracce di vita rurale, fatta di levatacce la mattina presto, di sacrifici per coltivare i propri campi ed attenzioni nell’allevare il proprio bestiame, proprio quel bestiame che finisce sulle nostre tavole, ma attenzione, allevamenti ben diversi da quelli industriali, dove i cibi e la vita del bestiame si fondono ancora con quella dell’uomo. Anche qui, però, alla fine c’è la morte. Nell’aia papere, galline, conigli, lepri, maiali andranno prima o poi macellati e l’atto di uccidere è condizione necessaria perché questi animali possano essere mangiati.

E’ problema di oggi l’allontanamento dalla natura, l’uomo, dalle origini cacciatore, divenne agricoltore, poi artigiano, ed infine impiegato. Nel corso di tale evoluzione l’uomo si è sempre più allontanato e distaccato dalla natura e conseguentemente da tutte quelle attività “naturali” ad essa collegate, come l’agricoltura la pesca e la caccia. Questa distanza ha raggiunto livelli tali che milioni di bambini sono cresciuti senza sapere com’ è fatto un pollo, un cinghiale o un tacchino. Lo conoscono solo perché lo vedono già imbustato al supermercato o sotto forma di salsicce e salamini.

Oggi la protezione degli animali raggiunge addirittura gli stessi livelli di quella che si attua per gli uomini, basti pensare che se si uccide un piccione si rischia la reclusione da tre a diciotto mesi mentre, Chiunque percuote una persona è punito con la reclusione fino a sei mesi. Allora?

Esiste oggi una grande questione, la vita cittadina ci ha tolto il vero legame con la natura, con la vita, con il suo percorso fatto da un indissolubile legame tra vita e morte. Proprio la vita cittadina ci ha pian piano distaccati da ciò che siamo, cioè animali onnivori, che per mangiare la carne devono uccidere. Trovare bistecche e petti di pollo già pronti ci esime dalla responsabilità che tali animali siano stati uccisi? Il fatto è che si demanda ad altri l’onere di farlo e ci assolviamo da ogni peccato perché siamo per la natura incontaminata, per la non violenza. Così ignoriamo quale sia la vita che questi animali hanno fatto, in che allevamenti sono stati cresciuti, che cosa hanno mangiato, e come sono stati abbattuti. La coscienza dell’anticaccia non è più pulita di quella del contadino che alleva e poi uccide, né tantomeno del cacciatore che cerca le prede e le uccide, molto spesso l’anticaccia si nasconde dietro l’ipocrisia, gli altri accettano un processo naturale, che come ho già detto, include la morte. La caccia, la pesca e l’allevamento aiutano l’uomo ad accettarla.

Se poi sulla terra esiste una vera minaccia alla natura siamo proprio noi uomini in quanto evoluti. Se tornassimo indietro ed avessimo meno auto e meno industrie, meno saponi chimici, oggetti tecnologici, pesticidi, rifiuti industriali, discariche, deforestazioni e quant’altro, ma avessimo ben più cacciatori e pescatori, ci sarebbero più armonia con l’ambiente e più animali? Credo proprio di si. Il progresso ci ha semplificato spesso la vita e la salute, e questo è un gran bene, ma in molti altri aspetti è diventato la peggior minaccia per la terra e noi stessi. Siamo anche noi, che uccidiamo senza accorgercene con i prodotti che compriamo, con i rifiuti che produciamo, con la cementificazione, le bonifiche, l’industrializzazione smisurata… ma è più facile spippolare col proprio iPhone seduti davanti ad un bel Mc-Bacon Menù ed iscriversi ad un gruppo facebook di anticaccia, piuttosto che mettere in discussione la propria vita ed abitudini, fare attenzione ai prodotti che si comprano etc etc. Per questo da cacciatore accetto le critiche di chi questa scelta, difficile ed impegnativa l’ha fatta, accetto critiche da chi ha deciso di essere vegetariano o vegano, controllando in modo maniacale tutto quello che compra e ripudiando il cibo proveniente da esseri viventi che hanno sangue ed occhi. Non credo che questa sia una soluzione per migliorare granchè il nostro pianeta, ma ognuno è libero di autodeterminarsi, proprio come è libero un cacciatore di svolgere la propria attività venatoria.

Andando poi ad approfondire l’argomento caccia, ben pochi conoscono quello che c’è dietro, i particolari che si protraggono per dodici mesi l’anno e che sono un corollario alla vera attività venatoria che invece si svolge per poco più di tre mesi. Se vedete un cacciatore a caccia chiusa, siete proprio sicuri di non poterlo scambiare con un ambientalista animalista anticaccia sfegatato? Nel modo in cui cura l’ambiente che frequenta o i propri ausiliari, che possono essere i cani come i richiami vivi (siano essi piccioni, colombi, tordi o quant’altro) che vengono tenuti come figli e trattati come veri e propri membri di una famiglia? Senza tralasciare il fatto che la caccia è anche cultura, arte, letteratura, scultura nonché scienza. Lo studio e la tutela delle varie specie, delle migrazioni, le varie metodologie di allevamento di selvaggina ed immissione sul territorio, per arrivare infine a dire che tutto l’indotto della caccia rappresenta un importante settore per l’occupazione. E tutto questo secondo voi è un danno? A cosa? All’ambiente? Non direi, anzi, parafrasando le parole di Claude Martin, direttore generale di WWF International che trattando il tema dei parchi e della caccia così diceva: “ Non ha senso creare delle zone protette se non sono in grado di soddisfare i bisogni di chi ci vive, e qualsiasi cacciatore cosciente e rispettoso non può non aver interesse alla salvaguardia dell’ambiente e della stessa fauna selvatica”.

L’ambiente. Non esiste cacciatore se non esiste ambiente e biodiversità. Esso viene infatti controllato tutto l’anno, nella speranza che incendi, malattie fogliarie o inquinamento non creino danni, viene curato, gli stradelli nei boschi ripuliti, alcuni campi coltivati con colture a perdere affinchè la selvaggina possa, nei mesi della riproduzione, procurarsi cibo ed acqua, vengono fatti controlli e censimenti sui predatori, vengono fatte bonifiche al contrario, cioè si ripristinano terreni palustri un tempo bonificati e diventati letamai o discariche abusive. Qui si potrà anche cacciare, vero, ma nei mesi del ripasso e della cova molti animali troveranno lidi per soffermarsi, sfamarsi e riprodursi. Molti diranno che lo facciamo per interesse, per uccidere, non è così, lo facciamo perché siamo atavicamente legati all’ambiente e alla sua tutela. Se non esistesse l’ambiente, non esisterebbe fauna, non esisterebbe la caccia, non esisterebbe l’uomo. Non siamo noi che minacciamo gli habitat, sono l’indifferenza della civiltà moderna e l’ipocrisia di coloro che vivono un mondo controllato da un’economia scellerata e se la rifanno con chi, a modo suo, vorrebbe rallentare questo processo e vivere in un mondo più a misura d’uomo dove anche la caccia, la pesca e la morte rappresentano modi naturali per vivere la vita ed accettarla nella sua crudezza.

In un certo senso oggi si cerca di allontanare l’idea della morte dimenticando che l’epilogo della vita di ogni essere, noi compresi, è proprio questo. Ma se vogliamo accettare l’idea che l’uomo non deve procurare la morte lo dobbiamo fare per tutto, dobbiamo abolire anche i camini perché uccidiamo piante per scaldarci, dobbiamo abolire l’allevamento di molluschi, di pollame, per poi arrivare a dire che anche una carota ed un cetriolo sono esseri viventi…dovremmo privarci di tutto… ma…probabilmente basterebbe comprendere che un cacciatore non distruggerebbe mai un bosco ed un pescatore mai avvelenerebbe il mare o il fiume, come un vecchio contadino non darebbe mai da mangiare alle proprie vacche alimenti pericolosi.

Nei grandi parchi, soprattutto in Nord America, dove la caccia è stata interdetta per anni è stata poi riaperta perché la caccia di selezione rappresentava un modo semplice, scientifico e compatibile per garantirne la migliore conservazione. Comunque potremmo anche chiudere la caccia; riaprirebbe l’anno dopo per non essere più rimessa in discussione. Certo se vivete nel centro di Milano difficilmente scontrerete la vostra utilitaria contro daini o cinghiali, o difficilmente il vostro uliveto sarà saccheggiato da milioni di storni, ma chi vive ancora in un certo modo, e conserva ancora gelosamente la propria identità rurale, sa che la vita più vera e sana è così fatta, ed un cacciatore ci rientra a pieno titolo. Si dice che la natura si autoregola sempre e comunque. C’è un piccolo particolare, un esempio: se viviamo in territori con alta densità di cinghiali come il mio, nel tempo che aspettiamo che si autoregolino da soli, siamo disposti a vederli danneggiare per anni coltivazioni, orti e procurare incidenti sulle strade? I danni chi li paga? Ora come ora tutto questo viene controllato dall’attività venatoria, ed i danni alle colture siamo noi che li paghiamo, siamo noi che ci preoccupiamo di andare ad agosto nei vigneti per mettere dissuasori e reti elettrificate per evitare razzìe…

La caccia, come la pesca e l’allevamento vedono tutte la morte di un animale, non c’è niente da fare, o diventiamo tutti vegani in attesa di decidere se sia eticamente giusto tagliare il gambo di un fungo nel bosco oppure ci mettiamo una mano sulla coscienza e ci mangiamo un piatto di polenta col cinghiale, consapevoli che la vita è questa e che non c’è colpa né in chi il cinghiale l’ha preso, né in chi l’ha cucinato, né in chi se lo mangia e forse saranno contenti il contadino che lo malediva perché gli distruggeva continuamente il campo di patate e l’automobilista che quando passava da quella curva rischiava di investirlo. Per ultimo, ma non per importanza, dico che in ogni categoria, nostra compresa, ci sono gli stupidi ma non per questo siamo tutti condannabili. Nondimeno nella categoria degli anticaccia, qualcuno ha titolo di parlare, altri, danno fiato alla bocca perché indossano uno spesso mantello d’ipocrisia. Rammento poi che per andare a caccia servono una fedina penale pulita e severi controlli di ogni genere, per dire cavolate basate su superficiali conoscenze bastano un computer ed un paio di foto d’effetto. Aggiungo che la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha pronunciato un’importante sentenza che, a tutti gli effetti, ha riconosciuto alla caccia un ruolo che va ben oltre quello comunemente inteso di “attività del tempo libero”, definendola attività che rientra a pieno titolo tra gli strumenti di gestione e di conservazione della natura, rivestendo in tal modo un interesse pubblico. Anche a Strasburgo ci sono le lobby dei cacciatori? Ma facciamola finita, usiamo la testa e smettiamo di fare gli ipocriti ascoltando chi predica la chiusura della caccia e mangia l’aragosta al ristorante, quell’aragosta viene bollita viva!

 

Giacomo Spinelli

per il MoVimento 5 Stelle Grosseto

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33 Commenti

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  4. Mi sono imbattuto in questo forum per puro caso, dato che stavo cercando in rete notizie circa la posizione del M5s sulla caccia. Be’, dico la mia: a me danno molto più fastidio i cacciatori che non la caccia in sé. Mi spiego meglio: la caccia consiste nell’uccisione di animali. Punto. I cacciatori, che godono nell’uccidere animali, e sottolineo godono, non sanno o non vogliono fare i conti con questa loro pulsione di morte e si trincerano dietro assurde e spesso ridicole motivazioni pseudo-antropologiche o pseudo-ambientaliste. Capisco che è difficile fare i conti col piacere che si prova nel togliere la vita a un essere senziente, ma la chiarezza e la lucidità di pensiero sono indispensabili non solo per stare bene con noi stessi, ma anche con gli altri. Se vogliamo dare senso al dialogo, per esempio, bisogna parlar chiaro, incominciando a chiamare le cose col loro nome, senza vergognarsene.

  5. Che non sia una risorsa economica chiedilo ai bar lungo le strade di Maremma o a qualche ristorante nel volterrano ma anche soltanto ai distributori di benzina in certe zone, per non parlare di agriturismi durante la caccia al cinghiale . Così come per certi bar e trattorie della Garfagnana lo sono i funghi.

    • dubito fortemente che la caccia in maremma sia una risorsa economica, vivo tra scansano e saturnia e lavoro in un agriturismo, i turisti, sia italiani che stranieri, sono seccatissimi dai cacciatori in autunno, sono scoraggiati dal fare passeggiate, e demoralizzati dal vedere tutta questa crudeltà e queste brutte facce in giro. Altri turisti stanziali che han comprato casa dalle nostre parti sono veramente furiosi per i cacciatori che arrivano a sparare fino sulla soglia delle loro case, e che invadono i loro giardini, proprio come è successo a me, che non sono turista, domenica scorsa. Se un pieno di benzina e un caffè al bar per te sono “movimento economico da turismo” ti contenti veramente di niente.

      • e siamo anche l’unico paese europeo a non sfruttare il turismo venatorio, che nel resto del continente fa girare bei soldini… per quanto riguarda chi decide se una specie è cacciabile o no, gli studi effettuati hanno verificato che il prelievo venatorio non va a intaccare il patrimonio faunistico di quella razza.

        • Se l’unica legge morale che ti abita è ” far girare dei bei soldini” ti posso dare altri suggerimenti fantastici….per esempio, mettere le puttane in vetrina come in Germania, sai quanti frustrati ci arriveranno in maremma? a centinaia!! pensa che affarone, quanti soldoni!! Poi potremmo mettere la vendita della droga libera come in 0landa, altre centinaia di turisti!!!!
          “gli studi effettuati hanno verificato che il prelievo venatorio non va a intaccare il patrimonio faunistico di quella razza”…
          … gli studi effettuati…” ma da chi????? dimmelo con precisione, perchè io che lavoro in diversi agriturismi ti posso assicurare che i turisti che vengono in maremma vogliono solo stare sereni in mezzo alla natura, e odiano qualunque violenza e disturbo, e ti assicuro, per esperienza, che la gente armata che spara e ammazza NON PIACE A NESSUNO, fa veramente orrore e schifo ai nostri ospiti, e anche a me.
          tu sei uno che per quattro soldi svenderebbe la sua terra ai peggiori paganti…ripigliati, riacquista la tua dignità e quella della tua terra, se ancora ti ricordi cosa vuol dire questa parola….

          • scusami Christian, ci stavo ancora ripensando e mi saliva la bile, proprio non mi va giù….svendere la nostra terra a gente che vuol venire a fare il padrone, ad ammazzare la fauna che è nostra, per “dei bei soldini”…..come se fossimo degli umili servetti, degli accattoni…MA CHE SCHIFO!!!! vergognati… se proprio qui si deve cacciare lo facciano i maremmani, non i peggiori turisti!!!

          • Buona parte degli italiani va acaccia all’estero, e non mi sebra che siano tornati come se avessero acquistato un pezzo di Slovenia o di Scozia. Se i turisti visitano gli Uffizi, di sicuro non si portano via una scultura… Portare turismo venatorio significherebbe la creazione di nuove strutture agro turistico venatorie e la possibilità di impiego per tante persone. Tra l’altro esistono già, ma sono limitate agli italiani perchè burocraticamente è impossibile per uno straniero venire a caccia qui. Non parlo certo di folle di persone che si aggirano in ogni dove e parlano come le sturmtruppen, ma semplicemente di turisti, cacciatori, desiderosi di provare per esempio la braccata alla maremmana…

        • Che tu non sia d’accordo è legittimo, e ti sconvolgerà sapere che io non sono del tutto contrario a quanto affermi; mi spiego:
          se lo stato regolamentasse la prostituzione leverebbe alla malavita un giro da miliardi di euro, oltre a migliorare nettamente le condizioni di vita di queste donne, che potrebbero essere aiutate dallo Stato. Mi sembra evidente che vietare la prostituzione come si fa ora non ha certo tolto le “puttane” dalle strade, semmai sarebbe molto più intelligente che si prevenissero le motivazioni che spingono i clienti da loro.
          Stesso discorso per le droghe se lo stato ne regolamentasse l’uso (come ha già fatto per alcool e tabacco) il traffico di stupefacenti crollerebbe perchè non avrebbe più ragione di esistere. Certo occorerebbero limitazioni e leggi ad hoc mentre oggi cosa succede? i tossici si fanno tranquillamente per le strade, quando non hanno i soldi per la loro dose picchiano i famigliari per riceverla o accoltellano un paio di ragazzini per derubarli…
          Per gli studi effettuati c’è l’ ISPRA e onestamente mi sembra che si debba riconoscere che oggi ci sono molti più animali rispetto a trent’anni fa (ungulati in primis e il lupo in secundis)

      • cara lupilva, invece di inveire ed abbandonare le discussioni in cui ti lanci non appena ti vien fatto notare che parli di cose che non conosci, ti invito a rispondermi su una cosa, tu dici, e cito ” è una creatura vivente e sofferente! Se non sei in grado di capire questo il discorso è chiuso. Chi stabilisce chi si può ammazzare e chi no? Dov’è il confine?” in base a queste parole ed al fatto che dici di lavorare in un agriturismo ti chiedo…. nell’agriturismo, date anche da mangiare carne e pesce? li servite ancora vivi o son morti?? il pollo lo fate ammazzare a chi lo vuole mangiare?? il pesce lo portate nell’acquario? facile la vita cara lupilva, quando le mani se le “sporcano” gli altri e noi “complici” ci riteniamo assolti da ogni “peccato” perchè tanto non abbiamo fatto niente…. siamo onnivori per natura. fattene una ragione, chi invece fa scelte coraggiose da vegetariano faccia pure… ma non venga a predicare che è l’essere evoluto e perfetto. la dimostrazione che non lo sei neanche tu son le parole che dici, si commentano da sole. au revoir.

        • Caro Giacomo, non ho “abbandonato la discussione”, è che uno a volte ha anche tanto da fare che non si può avvicinare al pc per giorni, ti è passato per la testa? Nell’agriturismo io sono molto lontana dalle cucine, lavoro nel centro benessere. Mi diceva però il cuoco che sempre più gente chiede un menù vegetariano e lui stesso da qualche mese ha voluto provare questo “cambiamento” e per ora dura. Anche lui è nipote e figlio di “cinghialai”, proprio come me. Anche i proprietari del posto dove lavoro, preso atto che la clientela veg aumenta di continuo han fatto scrivere sul menù una V accanto ai piatti che non contengono carne, per semplificare le cose ai camerieri.
          Vedi, ci sono persone che nonostante gli insegnamenti e le abitudini ricevute fin dalla nascita si interrogano, si informano, cosa che non hai fatto tu perché sennò sapresti che non siamo carnivori, e per l’apparato digerente e soprattutto per l’intestino, che gli animali carnivori hanno molto corto, a differenza di noi, e che la carne ci fa ammalare di tante cose,come dice sempre Veronesi, l’oncologo, che è diventato veg esclusivamente per salutismo, non certo per amore degli animali.
          E comunque spero vorrai ammettere che svegliarti con la casa circondata di urla, spari e pallini che piovono sulle finestre sia una cosa veramente orrenda per chiunque E che i cani dei cacciatori sono i cani più sfigati della terra, di cento e più cacciatori che conosco solo tre li tengono in casa o in giardino liberi, gli altri sono dei poveri carcerati a vita in gabbie minuscole e penose, per non parlare di quelli abbandonati o sparati perchè, come mi disse un cacciatore che aveva ammazzato il suo cane “io ho bisogno di merce che funzioni”. Vai in qualunque canile della maremma ed è pieno di cani da caccia abbandonati, spesso non riaffidabili a qualcuno, perché troppo spaventati. Comunque, ti ripeto, è inutile portare avanti questa discussione, certi valori o ce l’hai o non ce l’hai, sarebbe come spiegare il valore del volontariato verso i malati e i bisognosi a uno che delle sofferenze delle persone se ne frega, e purtroppo c’è tantissima gente così, indifferente, cattiva, egoista…e cosa gli vuoi spiegare? l’amore e l’altruismo per il suo prossimo? a uno che se ne sbatte le palle del dolore degli altri? Sono cose che non sente, valori che non ha, ti ride in faccia, proprio come ti ride un faccia un cacciatore se gli ricordi che gli animali soffrono già abbastanza a causa nostra. Pensa quanto si diverte lui a vederli braccati, sanguinanti, morenti, quella sì che è proprio la sua passione, il suo grande divertimento..

          • scusa Giacomo, il commento sopra è il mio, non di Francesco. Usiamo in diverse persone questo pc e aveva lasciato la sua impostazione perchè aveva commentato qui, essendo anche lui un simpatizzante del M5S.
            Sono certa comunque che mi avresti riconosciuta lo stesso 😉

  6. Massimiliano on

    Bisognerebbe che il movimento 5 stelle a livello nazionale
    Dicesse cosa pensano sulla materia venatoria e sulla pesca, così noi tutti potremmo valutare se votare o no quel partito
    Grazie

    • Caro Massimiliano, il M5S non è un partito e le scelte sono direttamente partecipate e condivise dalla cittadinanza. Sulla questione della caccia c’è già un dibattito in corso, basta andare a cercare in rete e trovi molto materiale. Se vai a leggere il mio profilo FB trovi un estratto. Con il M5S ti dai il voto, non voti qualcun altro. Vieni il martedì alla Fondazione il Sole in Via Uranio a Grosseto per conoscere meglio questo nuovo modo di fare politica.

  7. bravo complimenti un gran bell’articolo si vede che conosci la materia speriamo tu riesca a farlo capire anche al movimento cosi potrei votarlo di nuovo complimenti

  8. Giacomo complimenti per l’articolo.
    Non sia dia pena per i commenti negativi, del resto ormai le persone, che vivono e lavorano nelle città, hanno ormai perso la cultura e le tradizioni che hanno caratterizzato il mondo rurale degli ultimi secoli.
    L’altro giorno un tal signore mi argomentava come per lui fosse più difficile accettare il taglio di una pianta rispetto alle sofferenze fino anche alla morte di un uomo.
    Vede… potrà anche essere che la caccia finisca, come finiscono tanti altri usi e tradizioni storici, ma stia ben certo che finiti i cacciatori sarà necessario sempre qualcuno che intervenga per effettuare selezione.
    Questa è la natura… e del resto è questo che succede in Europa e nel Mondo.
    Purtroppo in Italia, in questo come in altri argomenti (energia, ecosistema, pesca, risorse, materie prime, ecc… ecc…), continuano ad avere campo e buona stampa le “bugie ambientaliste”.
    Tra l’altro anche Grillo non si esime da questo giochetto…
    Quando ci saremo trasformati da popolo di artisti e inventori a servi e camerieri ci renderemo conto degli errori commessi?
    Per ora siamo un popolo bastonato che, con tanto piacere, bacia il bastone.
    Le sue idee sono buone, tiri dritto senza timore (sempre che Grillo glielo lasci fare). Complimenti!

  9. Questo articolo è veramente pietoso e retorico… ci sarebbe da ridere praticamente su ogni concetto espresso, dall’amore per i cani a quello per la natura.. difficile leggere tante banalità scontate tutte insieme, sembra quasi di ascoltare le tiritere di Napolitano, ma almeno lui non viene a rompermi le palle la domenica mattina alle sei sparando all’impazzata tutt’intorno casa mia, ammazzandomi colombe e gatti e quant’altro si trova davanti. Vengo da una famiglia e da un intero paese di cacciatori, non me la date a bere neanche un pò.. la verità è che gli animali li massacrate, i vostri cani li tenete di m…. tutto l’anno in gabbiotti da piccioni, ai residenti rovinate la vita da settembre a febbraio, per fortuna vi state sfoltendo da soli, anche perchè l’età media ormai è ottant’anni. Fa tristezza vedere che nel movimento c’è gente così, speravo davvero che il vecchio, specie se così infame, ne stesse fuori.

      • I miei nonni erano cacciatori. Dei loro numerosi figli (miei zii) meno della metà andava a caccia. Dei miei 18 cugini nessuno è mai andato a caccia, tre son vegetariani e io sono vegana. Mi sembra un’evoluzione incoraggiante. Il fatto che con tutte le cose belle che si possono fare nel tempo libero uno scelga la violenza lascia davvero amareggiati. Mi raccontavano i ragazzi volontari dell’alluvione ad Albinia, che mentre spalavano il fango dalle case tutt’intorno risuonavano colpi di fucile a raffica, perchè gli infami approfittavano degli animali stremati dall’alluvione e senza più tane nelle quali rifugiarsi. Stessa cosa al nord, dove decine di animali che esausti e impauriti uscivano dopo ore dall’acqua del fiume Tagliamento, non appena toccavano terra trovavano ad attenderli i nostri galantuomini che sparavano all’impazzata. Ora mi dirai che quelli sono casi isolati, che disapprovi ecc. ecc., proprio come quando si parla di corruzione politica ci dicono che i corrotti sono solo alcune mele marce :-))
        Riguardo poi alle tradizioni da mantenere, bisogna vedere quali, altrimenti saremmo ancora ai gladiatori che si uccidono al colosseo tra il divertimento della gente, eppure allora era così normale, ci andavano le famiglie a godere quel bello spettacolo. Il fatto è che bisogna evolversi, la strada è faticosa, ma hai 30 anni e forse chissà… Il mio datore di lavoro,per esempio, era un gran cacciatore, un giorno è andato a recuperare un capriolo che aveva ferito, l’ha trovato e la povera bestia mentre moriva tra i lamenti l’ha guardato negli occhi, e lui in quel momento ha detto: “ma che c…o sto facendo?” Ha buttato il fucile e non è mai più andato a caccia, dopo trent’anni che lo faceva…c’è sempre una piccola speranza di migliorarsi. 😉

        • “gli “infami” che sparavano agli animali che non avevano tane”???? tane? parli di cose che non conosci….non solo non conosci la caccia, e questo è comprensibile e giustificabile finchè non dici sciocchezze, ma non conosci nemmeno gli animali….tu parli di tane….quali tane…. le tue conoscenze in materia venatoria zoologica ed ornitologica sono al paleolitico. e poi parli di evoluzione… ad albinia cacciavano sicuramente anatre, che con l’alluvione sono arrivate numerose, e certamente non erano nè in difficoltà nè stremate, ma anzi. le alluvioni e le bufere per gran parte degli animali che vivono nel paleartico occidentale sono quello che per te è prendere il sole a luglio sotto l’ombrellone. la verità è che tu professi un’evoluzione rinnegando ciò che sei, libera di farlo, ma non libera di constringere altri a farlo. poi personalmente non mi ritengo un infame…

          • e quindi, siccome le anatre arrivavano belle serene e contente, giù a spappolarle a fucilate!!! ! Ma ti rendi conto di quello che professi? violenza e predominio puro! E lo si capiva già dai precedenti commenti dei sanguinari come te, che di fronte a un simile delicato argomento stanno li a sentenziare che le tane non esistono o che le foto erano sbagliate perchè il fringuello è specie protetta.. MA CHI SE NE FREGA SE E’ SPECIE PROTETTA O NO, è una creatura vivente e sofferente! Se non sei in grado di capire questo il discorso è chiuso. Chi stabilisce chi si può ammazzare e chi no? Dov’è il confine? Per i razzisti americani un negro è come per te un cinghiale, è un essere inferiore, da cacciare e ammazzare, per un talebano la donna è un essere infimo, e quindi si può uccidere di botte, per i nazisti l’ebreo è abominevole, e si deve sterminare… chi stabilisce chi è superiore ed ha il diritto di massacrare le altre speci? come vedi è solo una questione di cultura e di compassione..prova a spiegare a un razzista del ku klux clan che anche un nero ha diritto di vivere, ti risponderà come mi risponderesti tu sugli animali: “sono esseri inferiori, fanno danni, vanno eliminati”.. quindi, chi stabilisce chi uccide e chi deve essere ucciso? chi decide quanto valore ha la vita di una creatura “diversa”?
            non continuerò più questa discussione con te, l’ho fatta mille volte nella vita e so che non c’è soluzione, la coscienza, la compassione, o si ha o, purtroppamente non si ha, c’è poco da fare, tu non ce l’hai e non vedi alcun valore nella vita di un capriolo, il razzista non vede alcun valore nella vita di un nero, l’assassino stupratore non prova rimorso perchè le donne sono inferiori… andiamo avanti così, vedrai che bella società, alla faccia dell’evoluzione.

    • Ciao Lupilva. Il MoVimento 5 Stelle non è un partito e non c’è nessuno “all’interno” perché non c’è nessun “interno”! Questo sito internet da spazio e voce a tutti, ripeto, a tutti! Questo sito internet rappresenta una agorà e intende stimolare le persone a scrivere, a dibattere a confrontarsi. Chiunque può inviare articoli e tutti vengono pubblicati. Un forum funziona così, sotto è possibile utilizzare i commenti, oppure inviare articoli in risposta. Se vuoi, vieni martedì alla fondazione Il Sole in via Uranio, 40 a Grosseto e potrai approfondire questo nuovo modo di fare politica.

      • Grazie Giacomo per la tua gentile risposta, purtroppo vivendo in campagna subiamo l’arroganza e le armi di questi galantuomini che nel tempo libero si divertono come pazzi a massacrare animali inermi. Lo scorso anno un loro bivacco mal spento ci ha incendiato un bel pezzo di bosco, i miei campi per i quali pago io le tasse sono impestati di bossoli e di piombo… non si contano gli animali domestici di casa uccisi da loro, impossibile per me avere un simpatico dialogo di confronto con questi “protettori dell’ambiente”, quando arrivano nei dintorni di casa è come se arrivasse la lugubre morte in persona. Sono già venuta alla fondazione Il sole, per la bellissima conferenza della dott.ssa M.R. D’Orsogna.
        Ciao a presto

        • Come ho già scritto, quan do viaggi in auto, tanto più in strade di campagna, quanti insetti schiacci? e senza neppure rendertene conto? E forse effettui anche deratizzazioni in casa, usi i detergenti e altri composti per eliminare acari e altri… ora questi non sono esseri viventi?
          L’evoluzione e la natura si è sempre dibattuta e scapito di specie e a vanteggio di altre, il dinosauro si è estinto e i piccoli mammiferi sono proliferati. Alla fine della fiera è sempre predazione…

          • Semplicemente che tutti, chi più chi meno, uccidono degli animali, solo che se hanno gli occhioni e si fanno accarezzare meritano rispetto e protezione, se strisciano e sono brutti meglio toglierli di torno. Se esigete rispetto per gli animali, almeno chiedetelo per TUTTI gli animali.

          • e difatti io la chiedo per tutti gli animali, uomini compresi, dato che anche noi questo siamo. Diverso è un animale che tenta di farmi del male o di uccidermi, è naturale che mi difendo e se è il caso lo ammazzo, ma questo vale allo stesso identico modo anche se una persona tenta di farmi del male, si chiama legittima difesa.

          • Quindi immagino che tu non utilizzi l’auto, o che se lo fai ti fermi ogni cinque metri per verificare che non ci siano formiche o grilli sull’asfalto… per quanto riguarda l’alimentazione, l’autore afferma giustamente che siamo onnivori, forse non avremo l’intestino corto, ma neppure abbiamo quattro stomaci e ruminiamo…
            Veronesi avrà anche smesso di mangiare carne, ma pochi giorni fa ha anche ammesso che le onde elettromagnetiche non fanno male, e si è visto che è vero il contrario.
            Se mangi solo vegetali immagino che hai un orto, cosa fai, scavi le buche per seminare con un paio di pinzette, perchè con una zappa sicuramente uccideresti dei lombrichi.
            Oppure compri le verdure al mercato? Chi le ha seminate di certo ha utilizzato aratri, frese e raccoglitrici meccaniche e anche queste chissà quante formiche, talpe arvicole, e altri piccoli insetti hanno schiacciato e triturato.
            Semplicemente per comodità e per risparmio si massacrano migliaia di insetti senza che nessuno se ne preoccupi e perchè? Perchè la natura ha dato un alto tasso di natalità a questi esseri, per compensare la loro scarsa ‘speranza di vita’. ( e senza la storia dei concimi, che se non sono chimici deriveranno, io credo, da allevamenti di bovini…)
            eppure nessuno si scandalizza, men che meno io che vado a caccia e che ho abbracciato la filosofia che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma; se io uccido un cinghiale non distruggo l’ecosistema, anzi miglioro lo scambio di marker genetici fra i soggetti, favorendo il rimescolamento delle correnti di sangue…
            Per quanto riguarda i cani dei cacciatori, di certo una percentulae di essi sarà in condizioni pessime, come una percentuale di cani di non cacciatori sarà in condizioni cattive. Certo che se per benessere animale si intende questo:
            http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/23/lecco-chiudera-canile-della-brambilla-comune-non-risponde-ai-requisiti-di-legge/303029/
            (E curiosamente la notizia non è trapelata su nessun servizio televisivo, neppure Studio Aperto, di solito così attento alle problematiche animali…)
            Di certo una parte di cani abbandonati è di cacciatori che si sono accorti che non soddisfavano le loro aspettative, ma tutti i meticci e i cani di razze non da caccia, derivano da altri componenti sociali. E’ questo populismo che mi sembra sbagliato, i politici sono tutti corrotti tranne noi, i cacciatori sono tutti malvagi tranne noi animalisti (http://www.federfauna.org/newss.php?id=644)
            In realtà si tratta solo di frange estremiste che andrebbero ostracizzate, io penso che buona parte degli ambientalisti italiani sia ormai giunta a comprendere che una gestione oculata del patrimonio faunistico è auspicabile, come immagino che buona parte dei cacciatori italiani sappia che non è più possibile sparare a ‘tutto’.
            P.S. Per la serie i cacciatori sono vecchi, ho 23 anni.

  10. Alessandro Pallotta on

    Premetto non sono cacciatore, ma per come la vedo da esterno la caccia cosi come è strutturata non è una risorsa economica per la gente del posto; ma sembra più un hobby, incanalato più a vendere il fucile e le pallottole (anche se non è proprio così). Io credo che con un progetto partecipativo e trasparente da più persone di più settori ma con un comune denominatore “la salvaguardia del territorio flora e fauna” prendendo come esempio altri luoghi ma adattandoli alle nostre esigenze del territorio si possono evitare quelle poche persone che sfruttano e quasi distruggano il lavoro di altri. Chi sà “forse” ci può essere anche un ritorno economico per il posto.

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