Lettera aperta all’Ordine degli Architetti di Grosseto

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Cari Architetti e membri del consiglio dell’OAPPC GR

scriviamo queste poche righe perché come notorio a breve assisteremo alla demolizione del fabbricato delle Terme di Roselle ideato e progettato dall’arch. Walter Di Salvo.

Contemporaneamente al previsto e da tempo programmato ‘show’ si è svolta ieri una conferenza promossa dal l’OAPPC GR dal titolo ‘Il riposo del maestro. Omaggio a Walter Di Salvo’ .

Crediamo che sia evidente che la copertina del nuovo numero di Architetture GR e il titolo di presentazione del numero della rivista, finalizzata a celebrare la figura dell’architetto progettista del Piano Regolatore di Punta Ala e di molte altre eccellenti architetture, stride fortemente con la prossima demolizione della struttura di Roselle.

Non ce ne vogliate ma la sovrapposizione di questi due eventi fa un po’ rumore!

Se da una parte si inneggia alla distruzione come slogan di vittoria, dall’altra si celebra ciò che è stato costruito dal progettista come emblema di cultura e bellezza addirittura a livello internazionale.

Colpisce molto questo contrasto soprattutto perché il tutto si svolge nella più totale reciproca indifferenza.

Vi siete insediati da poco, state organizzando le vostre idee, il vostro programma, e proprio perché siete nuovi e capaci, vorremmo chiedervi di non lasciar cadere oggi la possibilità di aprire un vero dibattito/confronto sulla possibilità di evitare l’abbattimento della struttura edificata dal noto arch. Di Salvo.

Questa volta, tale confronto è auspicabile che possa essere  CONDIVISO tra TUTTI i professionisti ed operatori del settore, riguardo ad un tema così importante che evidenzia una sensibile ferita ancora aperta nel nostro territorio da circa 40 anni.

Un tema questo che non tocca solo l’aspetto del paesaggio, dell’estetica, del valore storico, della firma autorevole del manufatto.  Un tema questo che supera i giudizi personali sul fabbricato: è più brutto che bello o più bello che brutto! Un tema che potrebbe offrire spunto e opportunità di parlare di contenuti cari a a tutti i professionisti del settore ovvero: valorizzazione del territorio e rigenerazione del territorio; e soprattutto l’opportunità di condividere e dibattere assieme, la valorizzazione futura del patrimonio edilizio che Di Salvo (in questo caso) ha lasciato al nostro territorio. Tutto ciò tenendo conto delle implicazioni ambientali, economiche e sociali, legate ad ogni singola valutazione oggetto di interesse politico.

La decisione, quindi, di demolire un fabbricato di tale volume ed importanza culturale – economica – sociale, perché progettato, per vostra ammissione, da un professionista di rilievo e “livello internazionale”, implica la redazione di valutazioni tecniche e scientifiche che non sono state mai prodotte per le ‘Terme di Roselle’. 

Ad esempio il computo metrico relativo all’adeguamento sismico delle strutture è comparso solo dopo il via libera al finanziamento per la demolizione, quindi a progetto deciso e consegnato. Infatti, fino a quel momento sono state eseguite solo ‘valutazioni a vista’ oggettivamente non ammissibili.

Oggi è di fondamentale importanza acquisire tutti i dati e le informazioni necessarie affinché ogni decisione, inerente alle architetture, patrimonio storico del nostro territorio, possa rappresentare la scelta più ‘responsabile’ possibile. Ci riferiamo precisamente, alle ripercussioni ambientali in termini di ‘carico’ per l’ambiente sulla base delle analisi di quello che è il ‘ciclo di vita’ di un edificio: dalla estrazione delle materie prime, alla lavorazione, al trasporto, all’uso – riciclo – riuso o dismissione.

Cordialmente

Daniela Lembo, Antonella Pisani, Francesca Amore, Gianluigi Perruzza – Movimento 5 Stelle

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