TELETIRRENO, LA TV DEI CITTADINI

La nostra esperienza fino ad oggi ci ha insegnato che se si vuole raggiungere un obiettivo devi prima immaginarlo.
In merito alla questione Teletirreno, abbiamo un’idea che crediamo sia condivisa da molti dei nostri concittadini: acquisire Teletirreno e farla diventare così la TV dei cittadini.

In gergo si chiamano “Canali ad accesso pubblico, ovvero una televisione in cui tutti possono andare in onda. Ci sono realtà in piedi da 20 anni, ovviamente nella vicina (ma lontana) Germania ad esempio l’Offener Kanal Berlin. Un canale che raggiunge 1 milione e 300 mila persone. Le sue trasmissioni, rigorosamente senza interruzioni pubblicitarie, sono seguite ogni giorno da 10 mila Berlinesi.

I programmi sono realizzati direttamente dai cittadini, associazioni, comitati, dai non professionisti della comunicazione; sembra incredibile ma funziona, eccome! Occorre avere il coraggio di cambiare, di fare scelte importanti e in controtendenza rispetto alle abitudini odierne. Sarebbe una precisa scelta editoriale che romperebbe gli schemi e garantirebbe finalmente la vera pluralità di informazione. Potremo finalmente rendere indipendenti i media dall’influsso statale in merito ai contenuti, siano essi di informazione, di educazione, di intrattenimento. Una radio ed una TV innovativa con obiettivi politici, economici, comunicativi etc. Un canale dei cittadini in cui realizzare contenuti nuovi e diversi rispetto a quelli dei mezzi di comunicazione oggi esistenti.

Prenotare una trasmissione è semplice, basta presentare un documento ed assumersi la piena responsabilità di quanto andrà in onda. Se necessario, vengono organizzati dei mini corsi per l’utilizzo delle apparecchiature. Non esiste nessuna selezione, nessuna censura, basta mettersi in coda e appena si libera uno spazio nel palinsesto, si va in onda. Oltre a quello televisivo potremo attivare anche un canale radiofonico. Non c’è limite alle tipologie di programmi, numerosi sono ad esempio anche programmi di immigrati trasmessi in lingua originale, oppure programmi che focalizzano l’attenzione su argomenti che negli altri canali sono sistematicamente censurati. Ci sono trasmissioni di informazione sul mercato del lavoro, una, ad esempio, si chiama “Eroi del non lavoro” perché al giorno d’oggi è un eroe chi riesce a sopportare 12/14 ore quotidiane di lavoro al soldo del capitale.

Esempi bellissimi sono i programmi di comunicazione fatti con i bambini. Uno di questi si chiama “Kids on Media” dove si realizzano prodotti audio-visivi utilizzando le strutture della TV dei cittadini, con l’aiuto di alcuni assistenti media. I bambini hanno il controllo totale, scrivono e interpretano il loro programma, lo riprendono con la telecamera e fanno pure le interviste. In questo modo i bambini si avvicinano ai media in maniera attiva e crescono guardando la televisione con occhi diversi, consapevoli. Credetemi, non ci sarebbe limite alla creatività e alla pluralità dell’informazione e tutto grazie al magico concetto di partecipazione dei cittadini.

In sintesi, la Maremma potrà uscire dal conformismo dei media con una iniziativa eccezionale che porrà quelle basi di una democrazia partecipata che, se applicata, consentirà un futuro di speranza a questo povero mondo.

I canali ad accesso pubblico sono in un certo senso qualcosa di più dei mezzi di comunicazione. Possiamo definirli uno spaccato di cultura democratica. La democrazia produce comunicazione e i canali ad accesso pubblico offrono, come strumento di comunicazione, una chance per lo sviluppo della democrazia stessa. Non sfruttare questa opportunità significa rinunciare al diritto fondamentale di manifestare le proprie opinioni.

Chi legge adesso si porrà la domanda: ma chi paga?

In Germania, tanto per cambiare, una parte dei soldi provenienti dal canone TV sono destinati ai canali ad accesso pubblico. In Italia questo si che purtroppo rimarrà solo un bellissimo sogno, ed allora occorre trovare alternative, ma lo sappiamo, in fatto di creatività non siamo secondi a nessuno. Potremo, ad esempio, lavorare in sinergia con il nostro Comune e, perchè no, anche con altri interessati al progetto. Potremo smettere di pagare il canone Rai e utilizzare quei denari per finanziare la nostra TV dei cittadini, oppure potremo semplicemente autofinanziarlo perché la riteniamo, a ragione, una grandissima opportunità per cambiare una certa cultura che proprio i media tradizionali hanno fortemente degradato.

In settimana proporremo una mozione in Consiglio Comunale tesa a costituire un gruppo di lavoro aperto che esamini la fattibilità di questo progetto, nella speranza che il Consiglio e la Giunta siano composti da persone che sappiano immaginarsi un futuro.

Movimento 5 Stelle

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