I panni sporchi non si lavano in casa

 

Donne e Uomini di Grosseto contro la violenza di genere: una questione di Comunità.

Giovedì 14 febbraio 2013, la nostra provincia di Grosseto non si è tirata indietro rispetto ad un evento di rilevanza internazionale, il One Billion Rising, un flash mob internazionale promosso dall’associazione www.vday.org per protestare contro la violenza che le donne sono costrette a subire in tutto il mondo. Le Donne di Grosseto sono scese in piazza per ballare con ben 2 appuntamenti: http://www.provincia.grosseto.it/pages/notizia.jsp?anno=11113&mese=1&idNotizia=76337
Molte le associazioni locali che si sono mobilitate tra cui l’Associazione Olympia de Gouges che gestisce il Centro Antiviolenza di Grosseto, l’associazione RaccontIncontri della Libreria delle Ragazze, il Centro Donna, Amnesty, Influssi Lunari dell’Erboristeria il Bosco dell’Arcobalena. E’ stata l’occasione per ricordare a noi stessi e agli altri, proprio in un giorno che festeggia gli Innamorati, che l’Amore ha tanti volti: l’amore verse se stesse, l’amore per gli altri, l’amore della giustizia e della verità, l’amore per la propria città e per una pari dignità di tutti i suoi cittadini.
Prendo spunto da questo giorno così importante per sottolineare quanto, tra i vari temi caldi che si stanno dibattendo in questo momento (Ambiente, Energia, rapporto tra Stato e Cittadini, Istruzione, Informazione, Economia e Salute) non possa e non debba rimanere indietro quello della violenza contro le donne e soprattutto della violenza domestica.
La mia esperienza personale e la successiva attività di volontariato presso il Centro Antiviolenza per donne maltrattate della Provincia di Grosseto (gestito dall’Ass. Olympia de Gouges) mi hanno fatto entrare in contatto con un mondo sommerso insospettabile in una cittadina tranquilla come Grosseto. Eppure i dati parlano chiaro. Solo nel 2012 sono state 107 le donne che si sono rivolte al Centro Antiviolenza (nei vari Punti di Ascolto dislocanti nella provincia: 67 a Grosseto, 16 a Orbetello, 15 a Follonica e 9 a Castel del Piano). Complessivamente abbiamo avuto 20 casi di stalking, 6 di violenza sessuale e 6 di molestie sessuali. Senza parlare dei casi in corso.
Nonostante la nostra città sia all’avanguardia per aver creato un sistema denominato Task Force Codice Rosa che tra l’altro è stato esportato nel resto della Toscana ed anche fuori regione, il problema rimane e non è solo una questione di strategie, procedure, iniziative messe in campo dalle istituzioni. La mobilitazione deve partire dalla stessa cittadinanza: Donne e Uomini di Grosseto, superando tutti i pregiudizi che circondano questo tema (“da noi certe cose non succedono”, “è un problema che riguarda solo le donne”, “sono le donne a cercarsi i guai”, “succede solo a certe donne quelle deboli, quelle emarginate”).
Ricordo, durante il flash mob che è stato realizzato in Piazza Dante il 27 dicembre 2012 contro il Femminicidio, gli occhi sgranati di Donne e Uomini mentre leggevano il cartellone che avevamo con i dati del Centro Antiviolenza di Grosseto. Finchè con il megafono leggevamo le storie delle donne uccise nel 2012 era un contro, ma parlare della propria città fa male, viene da voltarsi dall’altra parte perchè potrebbe riguardare tua sorella, tua mamma, il fidanzato della tua migliore amica, insomma a nessuno piace che i panni sporchi vengano portati in una lanvanderia pubblica, no? E invece no, è proprio là che vanno portati affinchè altri cittadini e cittadine se ne possano prendere cura perchè se siamo una vera comunità non possiamo voltarci dall’altra parte, il problema ci riguarda comunque anche se non siamo noi in prima persona ad essere una donna maltrattata.

Dobbiamo diventare tutti “sentinelle sul territorio”, termine coniato da Vittoria Doretti dell’ASL 9 grossetana (Responsabile Centro Coordinamento Vittime Violenza Task Force ASL- Procura della Repubblica). Ognuno di noi dovrebbe sentirsi coinvolto in qualche modo rispetto al problema della violenza domestica contro le donne, così insidioso, inconfessabile… fastidioso. Tutti, per quel che possono.
Ci sono le splendide Donne del Centro Antiviolenza che tra mille difficoltà, sacrificando il loro tempo, barcamenandosi tra i tanti impegni quotidiani (che si sà, per le donne sono spesso maggiori) e sostenendo il grande “impegno psicologico” che comporta l’essere a contatto con le donne maltrattate, dedicano una parte della loro vita a questa causa. Altri offrono il loro contributo all’interno delle istituzioni, nelle forze dell’Ordine, tra gli avvocati, nelle varie associazioni e poi… e poi ci sono i cittadini, Donne e Uomini, che magari sentono dall’altra parte del muro le grida di una donna, vedono l’amica insultata ed umiliata dal proprio compagno, si accorgono che il proprio compagno di classe diffonde le immagini private della fidanzatina su facebook… Per affrontare questo problema c’è bisogno di tutti, occorre informare tutti per superare i tanti pregiudizi su questo tema, per impedire che certe cose rimandano sommerse.
Mi riecheggiano alcune parole che ho sentito da Beppe Grillo, le più belle credo:
“Siamo una comunità
Nessuno deve rimanere indietro
Se punti il faro su qualcuno che ruba, non può più farlo
Ognuno di noi dovrebbe dedicare parte della propria vita agli altri, non si può vivere solo per il lavoro.”
Beh, mi sembrano parole che potrebbero darci lo spunto per lavorare anche su questo tema, no?
Per approfondire:
Nel sito dell’Associazione Olympia de Gouges ci sono moltissime risorse per approfondire il problema della violenza domestica www.olympiadegouges.org
Sito ufficiale del flash mob www.onebillionrising.org
Daniela Fregosi
per il MoVimento 5 Stelle Grosseto

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