11. AGRICOLTURA

  • Incoraggiare le aziende locali a prendere la strada della produzione in agricoltura biologica.
  • Investire fortemente in una strategia di comunicazione utilizzando tutti i canali disponibili, per informare i cittadini e aiutarli a cambiare le loro abitudini d’acquisto e di consumo verso un modello più salutare ed economicamente valido.
  • Costruire un sistema di produzione e distribuzione a filiera corta ( Km 0 ), stagionale e biologica e con un sistema di tracciabilità sicuro e certificato dalle amministrazioni locali (controlli di qualità rigidi che non gravano economicamente sul produttore).
  • Promuovere corsi di agricoltura e orticoltura sostenibile sia per agricoltori che per semplici cittadini, che vogliano coltivare anche piccoli spazi domestici, come i balconi.
  • Favorire la formazione di cooperative per la coltivazione di terre abbandonate o comunque non attualmente in produzione, in continuo aumento nel nostro territorio, favorendo così la creazione di molti nuovi posti di lavoro
  • Incentivare la diffusione di gruppi d’acquisto, mercatini e ogni tipo di distribuzione e promozione di prodotti biologici, stagionali e a km. 0. Anche in questo caso si creeranno nuovi posti di lavoro di qualità.
  • Disincentivare l’uso di derrate alimentari per scopi energetici, come la combustione di biomasse. Questo risultato può essere raggiunto solo con una retribuzione equa e giusta delle medesime. La produzione agricola di biomasse a fini energetici può essere una soluzione orientata esclusivamente all’autoconsumo.
  • Uso corretto dell’acqua anche nell’agricoltura. Diffondere l’uso di bacini di contenimento per l’acqua piovana; limitare gli sprechi e le perdite (soprattutto nella rete di distribuzione, cioè lungo l’acquedotto del Fiora) unitamente alla prevenzione dell’inquinamento della falda acquifera.
  • Preservazione ed espansione delle zone agricole da parte del Comune, anche tramite l’acquisto di nuovi terreni, da destinare ad orti e messi a disposizione gratuitamente di pensionati e famiglie a basso reddito, per la loro autosufficienza alimentare.
  • Salvaguardia delle aree agricole con vincolo di destinazione: alimentare, animale, paesaggistico. Programmi di informazione alla cittadinanza sulle potenzialità produttive dei nostri territori e sul fatto che non vogliamo più dipendere per l’approvvigionamento da paesi terzi.
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