La collezione Gianfranco Luzzetti al centro di un progetto culturale sistemico

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Come avevamo previsto: cambiando maggioranza in Consiglio Comunale, non è cambiato nulla nel metodo di governo. La cultura non fa eccezione. Nessun progetto di largo respiro, nessuna visione per la città, solo un cambio di colore politico nelle nomine per le posizioni di responsabilità e tanta chiusura. Se già con la vecchia amministrazione la cultura, fatta qualche lodevole eccezione (La Città Visibile) veniva generalmente calata dall’alto, attualmente viene addirittura imposta dall’alto, con azioni molto simili alla censura.

In questo contesto, l’amara decisione di Gianfranco Luzzetti di non regalare più la sua preziosa collezione a Grosseto, oltre a trovare tutta la nostra umana comprensione, ci impone di fare proposte in linea col nostro programma elettorale, che, se realizzate, farebbero fare un salto di qualità enorme alla cultura cittadina e risolvere anche l’annosa querelle tra Gianfranco Luzzetti e la città di Grosseto .

La nostra è una visione globale, che possiamo sintetizzare in questi punti:

  • Fuori i partiti dalla cultura, la cultura, in tutte le sue espressioni, deve essere relazionale e partecipata, deve partire dal basso, dalla cittadinanza attiva. Finora sia centrosinistra che centrodestra hanno seguito logiche clientelari e spartitorie, senza un progetto culturale complessivo al passo coi tempi e che preveda la partecipazione dei giovani e di tutta la cittadinanza. Noi vogliamo invertire la rotta. Con la logica dei partiti si fanno cose senza senso, tipo: due poltrone, una per Fondazione Grosseto Cultura e una per le Mura, quando a nostro avviso dovrebbero entrambe le realtà far parte di un unico progetto culturale di ampio respiro di lancio culturale del centro storico!
  • Noi opponiamo alla chiusura dell’attuale Amministrazione, una forma collaborativa tipica delle “comunità intelligenti” delle smart cities ( città intelligenti ) come ad esempio i “lab”, luoghi e pensatoi dove prima di erogare servizi, applicazioni, nuovi processi o semplici trasformazioni urbane, ci si confronta tra P.A., mondo della ricerca, mondo dell’imprenditoria e cittadinanza attiva, in un serrato confronto propedeutico al lancio di progetti insistenti sul bene comune e sui cambiamenti territoriali.
  • Riguardo alle risorse, la cultura si può finanziare in 3 modi possibili: 1) azionariato diffuso 2) crowdfunding civico- 3) tassa di scopo: se per esempio la tassa di soggiorno che il Comune userà per illuminare le mura fosse devoluta ad un Ente gestito dai cittadini ( come vorremmo che fosse Findazione Grosseto Cultura) sarebbe un esempio di tassa di scopo.
  • Fondazione Grosseto Cultura nella nostra visione dev’essere gestita dalla cittadinanza e basata sulla partecipazione diffusa! Ecco come. Basterebbe cambiarne lo Statuto e far prevalere nei fatti la parte pubblica dell’Istituzione (che è comunque maggioritaria), dando ai cittadini la possibilità di gestirla attraverso Concorsi di Idee, Bandi e Iniziative di cultura relazionale e partecipata tipo La Città Visibile. Le nomine delle posizioni di responsabilità sarebbero individuate tramite bandi pubblici che premino la competenza e il curriculum dei candidati anzichè la loro visione politica.
  • Vorremmo fare delle Clarisse e del Marraccini un’importante asse culturale del centro storico, collegata con le Mura. La Collezione Luzzetti potrebbe trovare interamente spazio in questi due edifici, che diventerebbero un polo culturale integrato anche con le Mura.
  • Proponiamo, come da nostro programma elettorale e seguendo il desiderio di Luzzetti, l’istituzione, accanto all’esposizione della Collezione Luzzetti, di un Centro Studi Internazionale per Giovani Storici dell’Arte provenienti da tutto il mondo, che potrebbero usufruire dell’importante patrimonio artistico, librario e documentale del collezionista e delle Clarisse.

È nostra intenzione richiedere in qualità di consiglieri, ai sensi del regolamento comunale, un consiglio aperto sulla cultura a tutto tondo, come mai è stato fatto a nostra memoria, per discutere queste nostre proposte. Intanto chiediamo a Luzzetti, che giustamente chiede il coinvolgimento della più alta istituzione comunale di avere ancora pazienza e non demordere. A nostro avviso la più alta Istituzione non è tanto il Sindaco quanto l’intero Consiglio Comunale, che rappresenta tutta la città nelle sue diverse componenti politiche. Per questo, solidali con Luzzetti, che giustamente si è stancato di sole chiacchiere inconcludenti o di proposte che non tengono conto dell’alto valore del suo inestimabile dono, porteremo presso quella Istituzione, il Consiglio Comunale, una o più proposte di delibera di indirizzo contenente queste nostre proposte. Sia che verranno approvate, che in caso contrario, sarà la prima volta che verrà concretamente messa nero su bianco, con un atto amministrativo, la visione culturale di questa città e la posizione rispetto alla generosa offerta di Gianfranco Luzzetti.

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle Grosseto

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